Rubrica estate 2019

2° appuntamento – Il Fotogiornalismo


La nostra riflessione sulla Fotografia d’Arte continua in questo secondo appuntamento prendendo spunto dai successi internazionali di Luca Santini (ex-allievo, diploma 2017, Master Triennale), fotoreporter raffinato e intenso.
Ci dedicheremo quindi al Fotogiornalismo.

E’ certo un genere fotografico molto amato dagli allievi e dai fotografi di tutto il mondo, vista la sua potente forza comunicativa. Il Fotogiornalismo si propone di fornire informazioni, indagando e documentando i vari aspetti della realtà, soprattutto quelli socio-politici.
Storico, e ancora ampiamente aperto, è il dibattito sulla presunta “veridicità” del linguaggio fotografico rispetto a quello scritto. E’ pur vero che dietro lo scatto fotografico c’è sempre lo sguardo umano e una rappresentazione completamente oggettiva e incondizionata pare difficile.
Altro dilemma per il photoreporter è il delicatissimo equilibrio tra crudezza e morbosità, tra cinismo e umanità.
Ma anche il fotogiornalismo, oltre il puro scopo documentaristico e informativo e i rischi etici, ha trovato alti momenti di poesia e arte.

Henri Cartier-Bresson (1908-2004)

“L’occhio del secolo”, come venne soprannominato nel ‘900, Henri Cartier-Bresson è per il Fotogiornalismo mondiale il modello indiscusso di tutto il secolo scorso, e probabilmente anche di questo.
Il giovane Henri, dopo un primo approccio alla pittura, approdò alla LEICA 35mm, che divenne il suo strumento espressivo.

Cartier-Bresson considerava la fotografia come arte, un’estensione della pittura, e volle nobilitare il Fotogiornalismo, fino a quel momento poco considerato, fondando insieme ad altri photoreporter l’agenzia Magnum.

Proprio dall’esperienza pittorica surrealista mutuò l’inconfondibile capacità di interpretare i dettagli della vita quotidiana, e con la sua estetica del “momento decisivo” ha lasciato al mondo una serie di momenti poetici colti nella normalità del vivere.
La sua filosofia “occhio, mente, cuore” ha saputo combinare come pochi altri poesia e documento.

Le sue immagini spontanee, fresche, semplici rimandano ad una poetica della meraviglia, della sorpresa che rompe le abitudini. Ma la semplicità necessita di grande sapienza e sensibilità.
Lo stesso Bresson afferma che per “dare un senso” al mondo attraverso il mirino sia necessario ” sentirsi coinvolti” in ciò che si guarda e questo “atteggiamento richiede concentrazione, disciplina mentale, sensibilità e senso della geometria”.

Henri Cartier-Bresson ha intercettato e immortalato l’universalità nell’apparente banalità dei gesti quotidiani.

Questa è Poesia. Questa è Arte.

Dalla sua nascita (metà ‘800) agli anni ’20, il Fotogiornalismo si sviluppò soprattutto come strumento di documentazione e di propaganda politica.
Dal 1925, con l’introduzione del sistema LEICA 35mm, la leggerezza, la rapidità e la facilità di questa rivoluzionaria macchina hanno reso la fotografia giornalistica, e non solo, immediata e accessibile a tutti.

Consigliamo il volume Reportage. I grandi maestri del fotogiornalismo. di Andy Steel. Difficile da reperire.

Di seguito un elenco breve di alcuni importanti Photoreporter

robert capa (1913-1954)

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elliot erwitt (1928-in vita)
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pedro luis raota (1934-1986)
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letizia battaglia (1935-in vita)
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ferdinando scianna (1943-in vita)
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sebastiao salgado (1944-in vita)
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james natchway (1948-in vita)
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steve mccurry (1950-in vita)
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alex webb (1952-in vita)
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martin parr (1952-in vita)
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massimo siragusa (1958-in vita)
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antoine d’agata (1961-in vita)
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paolo pellegrin (1964-in vita)
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alex majoli (1971-in vita)
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