OSPITI

Le grandi personalità che hanno fatto la storia delle immagini si raccontano al Centro Romano di Fotografia e Cinema

Da Letizia Battaglia a Darcy Padilla, passando per il premio Oscar Vittorio Storaro, tutti i nostri ospiti illustri.

Franco Zecchin

Nostro ospite

Nella presentazione del suo ultimo libro “Continente Sicilia”, Franco Zecchin ha parlato della sua esperienza con la fotografia, nata in maniera alquanto inaspettata e frutto di un rapporto continuo tra il fotografo e il contesto in cui si inserisce la foto.

Nel suo libro ha curato molto anche la fase di scrittura del testo, che richiede tempo e ragionamento e che ha influito anche nella scelta delle foto.

“Continente Sicilia” è frutto di 18 anni di fotografie realizzate durante l’esperienza come fotogiornalista, iniziata su consiglio di Patrizia Battaglia e proseguita anche grazie ai consigli di Josef Koudelka, e vuole capovolgere lo stereotipo di Sicilia isolata perché il suo modo di vivere questa regione è quello dove non c’è separazione tra il “continente” e l’Europa.

Nato nel 1953 a Milano, Franco Zecchin nel 1975 si trasferisce a Palermo dove diventa fotografo professionista lavorando sulla mafia, la corruzione politica e le condizioni sociali in Sicilia. Nel 1977, con Letizia Battaglia, fonda un Centro Culturale per la Fotografia e, nel 1980, è tra i fondatori del Centro di Documentazione contro la Mafia “G. Impastato “. Fa teatro e relizza dei film all’interno dell’ospedale psichiatrico di Palermo.  Nel 1988 diventa membro  nominé dell’agenzia Magnum. Nel 1991 inizia una ricerca fotografica sul nomadismo e l’uso delle risorse lavorando su una decina di popolazioni in diverse parti del mondo.
Le sue foto fanno parte delle collezioni dell’International Museum of Photography di Rochester, del MOMA di New York e della Maison Européenne de la Photographie a Parigi.
Ha ottenuto premi prestigiosi per il suo lungo impegno professionale, a livello internazionale.

Angelo Turetta

Nostro ospite

“L’inganno degli occhi” questo il titolo del talk di Angelo Turetta tenutosi presso il nostro Centro, ennesimo incontro ricco di spunti e riflessioni. Il lavoro di Turetta è, infatti, partito da una considerazione precisa, ossia che i nostri occhi non “vedono” come la fotocamera e quindi la fotografia sarebbe, di per sè, una “finzione”; tuttavia l’artista esalta al massimo questo assunto, cercando di mostrare nelle sue foto quello che non si vede suscitando nello spettatore una sensazione di meraviglia.

Ed ecco che Turetta crea una realtà irreale utilizzando gli “oggetti ansiosi” tipici del mondo del cinema, scattando le sue foto spostandosi dal punto macchina, mostrando la “finzione del cinema”.

Nei suoi lavori, sempre originali, si possono ritrovare quelle qualità che ogni secondo lui ogni fotografo dovrebbe tenere dentro di sè: cultura, curiosità e umilità.

Dai palcoscenici del teatro d’avanguardia anni ’70 e ’80, ai sets del cinema contemporaneo, Angelo Turetta ha fotografato gli eventi della scena culturale e artistica Italiana negli ultimi tre decenni, documentando con particolare attenzione e costanza le tendenze ed i cambiamenti attraversati negli anni dalla città di Roma, negli ambienti “di tendenza” come in quelli marginali delle periferie.

Tra i riconoscimenti ottenuti dai lavori fotografici di Turetta figurano tredici primi posti consecutivi al Concorso Nazionale per la Fotografia di Scena (1996-2006) e un World Press Photo Award (2001).

Giorgio Cosulich De Pecine

Nostro ospite

Nel talk di presentazione del libro #Iran, Giorgio Cosulich De Pecine ha spiegato la genesi di questo lavoro, nato con un intento di scouting di foto autoriali che andrebbe persa.

L’autore, infatti, dopo aver creato la pagina Instagram #1415 ha notato che molti utenti iraniani pubblicavano immagini con questo hashtag; successivamente è stato lanciato l’hashtag #1415Iran che ha raccolto più di 30000 foto.

Da queste ne sono state selezionate 89 che compongono il libro #Iran con il proposito di dare un senso alla produzione su Instagram, social che contiene tanta “spazzatura”, ma che può contenere anche le “pepite” meritevoli di essere salvate dall’oblio delle immagini.

Nato a Roma e cresciuto a Palermo. Il suo interesse per la fotografia è iniziato quando era piccolo e guardava le bellissime foto del padre, scattate in Africa e in Sud America. La sua carriera è iniziata a New York, nel 1995 e dove ha incontrato il fotografo Santi Visalli. Ha lavorato in tutto il mondo, fotografando storie di persone e luoghi, interessandosi a temi come l’infanzia, l’immigrazione, i conflitti, dal conflitto dei Balcani di Bosnia e Kosovo l’immigrazione dell’Africa, le comunità Rom nell’Europa dell’Est le favelas brasiliane, gli immigrati italiani. Le sue foto sono state pubblicate in prestigiosi giornali e riviste, italiani e internazionali, tra cui L’Espresso, L’Espresso, L’Europeo, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Geo, Max, GQ. Nel 2008 ha realizzato un corso di fotografia nelle favelas brasiliane. Attualmente vive a Roma, lavora come freelance e collabora regolarmente con Getty Images. Dal 2017 è CEO della casa editrice 14&15, specializzata in social photographye e fondata insieme a Giulio Napolitano.

Fausto Podavini

Nostro ospite

Interessante e pieno di emozioni il talk che ha tenuto il fotografo Fausto Podavini presso il Centro Romano di Fotografia e Cinema.

Nato a Roma dove vive e lavora Podavini ha raccontato il suo percorso iniziato come assistente e fotografo di studio per avvicinarsi sempre più alla fotografia di reportage, grazie alla quale ora collabora con varie Ong per la realizzazione di reportage in Italia, Perù, Kenya ed Etiopia.

Ha realizzato anche importanti lavori su territorio italiano come un reportage sullo sport per disabili, un lavoro all’interno di un carcere minorile ed un lavoro sull’Alzheimer.

Nel 2013 vince il primo premio nella sezione Daily Life del World Press Photo 2013 con il suo lavoro “MiRelLa”.

Nel 2018 vince il suo secondo World Press Photo con il suo lavoro “Omo Change”, un long term che l’ha visto impegnato per 6 anni tra l’Etiopia e il Kenya e che documenta i cambiamenti sociali ed ambientali nella bassa Valle dell’Omo a seguito della costruzione ed entrata in funzione della più alta diga di tutta l’Africa.

Nel 2017 è stato nominato Reporter per la Terra da Earth Day Italia.

Giorgio Di Noto

Nostro ospite

Il talk con Giorgio Di Noto ha lasciato tutti con l’impressione di trovarsi di fronte ad un autore che “attraversa” la fotografia comunemente intesa, in quanto gran parte dei suoi lavori sono frutto di immagini che egli non ha scattato direttamente. Eppure il pensiero che le tiene insieme è totalmente personale e unico, da rendere quelle fotografie immediatamente “sue”. Affascinato dall’importanza dell’immagine Di Noto si interroga su che cosa “sia” oggi la fotografia, in un mondo in cui TV e soprattutto smartphone forniscono contenuti più immediati; una società in cui si è creata una sovraesposizione tra la comunicazione e la fotografia, mezzo relativamente “semplice”, ma che nasconde molte ambiguità.

Nascono da queste riflessioni lavori come “The Arab Revolt”  dove provocatoriamente realizza un reportage sulla guerra araba dalla propria casa, scattando in polaroid frame estrapolati dai video. Oppure “The Iceberg” nel quale vengono usate foto di prodotti illeciti venduti nel Deep Web e che egli seleziona tra migliaia di foto stock, scegliendo tra quelle che avevano un linguaggio esotico, curioso, inusuale.

Per Di Noto anche la materia della fotografia, il supporto di stampa ha un’importanta fondamentale e fa parte del progetto fotografico finale. Basti pensare che per “The Iceberg” ha scelto di utilizzare inchiostri all’ultravioletto, visibili solo con apposita lampada UV, quasi a creare un corto circuito con quelle stesse lampade che spesso vengono usate dalle forze dell’ordine per rilevare la presenza delle sostanze vendute nel Deep Web.

A termine del talk con Giorgio Di Noto, la serata è proseguita all’insegna della musica dal vivo e di un piccolo aperitivo offerto da Centro Romano di Fotografia e Cinema.

Sul palco si sono infatti esibiti gli UnderGra, quintetto jazz che hanno creato piacevoli atmosfere con la loro musica.

Emanuele Passarelli

Nostro ospite

Grande interesse e curiosità  ha suscitato il talk con il fotografo Emanuele Passarelli, che ha fatto conoscere ai partecipanti il suo progetto Italia nel grande formato. Un lavoro ambizioso che tramite l’uso del banco ottico cerca di riportare la fotografia alle sue origini, ad una lentezza e contemplazione ormai da molti persa a causa di una fruizione diventata troppo veloce della fotografia.
Un modo anche per “riaccreditare” la figura del fotografo ritrattista, capace di instaurare un rapporto con con le persone per riuscire a far emergere la loro intimità.

Il ritorno al passato che Passarelli ha potuto compiere grazie a strumenti moderni, come YouTube e il crowndfoundig per autofinanziare il progetto che lo ha visto scattare in tutta Italia  e collaborare anche con il nostro Centro, che come sempre sostiene e incoraggia il talento.

Nasce nel 1993 a Roma. Nel 2014 esordisce con “Solitudo”, una serie di autoritratti, attraverso cui racconta alcune delle fasi più segnanti della sua adolescenza. Importante premessa ai suoi scatti è la fase di indagine dell’interiorità dei suoi modelli, su cui riflette se stesso in modo da ottenere infine quasi autoritratti. Fotografa i soggetti nei suoi tipici scenari urbani e bui, utilizzando luce, colore e composizione in chiave cinematografica.

Nel 2016 viene pubblicata su D- La Repubblica una sua intervista “Giovani Fotografi che non conoscete”.

Nello 217  pubblica “Mattatoio”, reportage fotografico sulle prostitute transessuali che lavorano nella periferia di Roma, con l’intenzione di ridare un’anima e una dignità a queste persone.

Alcuni suoi lavori vengono scelti per un progetto espositivo collettivo “Italy taste of beauty” dall’associazione ExpoPhoto al Festival internazionale di fotografia, con lo scopo di portare la cultura fotografica italiana a Lishui – Cina.

Massimo Siragusa

Nostro ospite

Nell’occasione della presentazione del suo ultimo libro Il cretto grande dedicato al cretto di Burri costruito sulle rovine di Gibellina, il fotografo Massimo Siragusa ha spiegato come il suo lavoro si sia concentrato in tre direzioni. Innanzitutto il tempo inteso come trasformazione dei materiali e della natura, poi la materia essenzialmente cemento con la sua superficie molto grezza e ruvida e infine l’identità scaturita dal fatto che il cretto è allo stesso tempo città, se pur anomala, e labirinto.

Siragusa ha lavorato sui segni, che siano forme effimere create dalle ombre o da interventi di manutenzione postumi e ha costruito storie a partire da elementi che non dovrebbero far parte dell’opera di Burri, come alberi e piante cresciuti spontaneamente tra le crepe del cemento.

Le pagine del libro presentano vari tipi di ruvidità e questo aiuta a percepire l’idea originaria di Burri, per il quale la materia non solo costituisce l’opera, ma è essa stessa opera.

Nato a Catania nel 1958, Massimo Siragusa da oltre 30 anni lavora come fotografo professionista. Ha esposto in numerosi musei e gallerie in Italia e all’estero tra cui Polka Galerie a Parigi, Incontri Internazionali di Fotografia ad Arles, Forma Galleria di Milano e in campo pubblicitario, ha firmato numerose campagne per aziende. Ha vinto quattro World Press Photo.

Alessandro Penso

Nostro ospite

La Lectio Magistralis del fotografo Alessandro Penso ha approfondito alcune tematiche proprie dei suoi lavori della sua ricerca, che hanno suscitato partecipazione e dibattito tra la platea.

Nel corso della lezione ha più volte rimarcato quanto determinazione e tenacia siano caratteristiche imprenscindibili per un fotografo.

Nato nel 1987 ed ex allievo della nostra Scuola, dove ha vinto nel 2007 una borsa di studio che gli consentí di studiare fotogiornalismo.
Alessandro vanta premi importantissimi come 2 PDN, il Px3, il Magnum Foundation Emergency Found e il 1mo posto nelle General News del World Press Photo.
Collabora attivamente con The New York Times, TIME, L’Espresso e molte altre testate internazionali.

Othello De'Souza-Hartley

Nostro ospite

L’artista Othello De’Souza-Hartley ha incontrato gli studenti del Centro Romano di Fotografia e tutti i fotografi interessati, presentando il proprio lavoro fotografico e i progetti realizzati, in un talk attivo. I partecipanti al sono stati invitati a considerare come le città si stiano espandendo a ritmi vertiginosi in seguito all’aumento della popolazione, chiedendosi: Come possiamo trovare armonia con l’ambiente e le persone?

Nel pomeriggio è stata realizzata una passeggiata fotografica nel Quartiere Pietralata con gli studenti di fotografia e i ragazzi dell’associazione “Liberi Nantes”.

Othello De’Souza-Hartley è un visual artist che lavora nel campo della fotografia e del cinema. Ha ricevuto un MA in Fine Art al Camberwell College of Art e precedentemente ha studiato presso il Central St Martins.

De’Souza-Hartley ha realizzato diverse commissioni tra cui il  Museo di Liverpool, National Portrait Gallery, The Photographers’ Gallery, Victoria Albert Museum, Camden Arts Centre and Platform for Art e le sue fotografie sono apparse su diversi magazine.

Vittorio Storaro

Maestro della Luce e Vincitore di 3 Premi Oscar

Nostro ospite per la seconda volta, Vittorio Storaro torna al Centro Romano di Fotografia e Cinema per una lectio magistralis  sul connubio tra “Cinematografia e Pittura”.

Cinematografia e Pittura, questo il titolo dell’incontro, sarà un dialogo serrato tra cinema e arte che ripercorrerà la carriera e la straordinaria storia del Maestro della luce e tre volte Premio Oscar (Apolcalypese Now, Reds e L’ultimo imperatore).

Un’occasione unica per incontrare un Maestro della luce e per conoscere a fondo un aspetto fondamentale della cinematografia, attraverso un racconto che toccherà il rapporto tra ombra, penombra, luce artificiale e naturale, ispirandosi al pensiero di filosofi e artisti e mettendoli in relazione in modo visionario con le immagini dei suoi film.

Ricardo Cases & Antonio Xoubanova

“Documentare l’invisibile, il Tempo, lo Spazio e le Meccaniche del Caos”

Focus sulla fotografia di reportage con i fotografi spagnoli Riccardo Cases e Antonio Xoubanova, ospiti del Centro Romano di Fotografia e Cinema il 9 Marzo 2018.

L’incontro “Documentare l’Invisibile, il Tempo, lo Spazio e le Meccaniche del Caos” ha esplorato il lavoro dei due fotografi  da sempre interessati alla ricerca di ciò che è umano e antropologico: le pulsazioni veritiere e universali, la religione, l’universo, la strada, la tecnologia, la condizione umana contemporanea, l’amore.

Con la moderazione del nostro docente Massimo Mastrorillo abbiamo affrontanto un excursus interamente dedicato ai moderni linguaggi della fotografia di reportage e documentaria, incentrata sui desideri profondi e universali del cittadino della società di massa.

Stephanie Gengotti

Fotografa dal grande talento ed ex allieva della scuola del Centro Romano di Fotografia e Cinema

Formatasi nella nostra Scuola, il 27 febbraio 2018, Stephanie Gengotti è stata ospite del Centro Romano di Fotografia e Cinema.

Nata a Roma nel ’72 da madre francese e padre italiano, dopo la laurea come interprete, Stephanie ha conseguito il diploma di foto giornalismo proprio presso la nostra Scuola, dove ha anche seguito un master in fotografia di Moda e Ritratto.

Il suo lavoro fotografico si divide tra collaborazioni con testate italiane ed estere, tra cui l’Espresso, Stern, The New York Times, Yo Dona, El Mundo e progetti personali a lungo termine. Molti dei suoi lavori sono stati esposti in gallerie e festival italiani ed internazionali e nel  2010, con il progetto ‘Along The River’, ha vinto il premio FNAC.

Roberto Koch

Fotografo e fondatore dell’agenzia Contrasto

Il 15 Dicembre 2017, il fotografo di fama internazionale e fondatore dell’agenzia Contrasto è stato ospite del Centro Romano di Fotografia e Cinema per una lectio magistralis unica.

Fondatore, nel 1986, della più importante struttura di produzione fotografica italiana, l’agenzia foto giornalistica Contrasto, che guida tuttora, Roberto Koch è un fotografo, curatore e organizzatore di eventi culturali intorno alla fotografia, ed  è proprio in questo campo che agisce a livello internazionale da più di 30 anni.

Nel 1994, vestendo i nuovi abiti dell’editore, Roberto Koch fonda anche la Contrasto Book,  casa editrice totalmente impegnata nella pubblicazione di libri dedicati alla fotografia. È a lui che si deve anche la creazione della Fondazione Forma per la Fotografia a Milano, uno dei luoghi principale dedicati alla fotografia in Italia.

Francesco Zizola

FotoReporter, vincitore del World Press Photo of the Year 1996 

Il 16 Giugno 2017, il fotoreporter Francesco Zizola unico vincitore italiano del Word Press Photo of the Year è stato ospite del Centro Romano di Fotografia e Cinema.

Le sue foto sono apparse su riviste e giornali di tutto il mondo, dal New York Times al Der Spiegel al El Mundo. Nel 1996 Francesco Zizola ha vinto il premio Foto dell’anno al Word Press Photo con l’immagine di una bambina angolana che stringe tra le braccia una bambola.

Ha ottenuto altri nove riconoscimenti nell’ambito della stessa competizione ed è stato premiato quattro volte al Picture of the year: una sua foto è stata scelta dal Guardian tra le migliori del 2015. Zizola ha pubblicato cinque libri e le sue fotografie sono state esposte in diverse città d’Europa.

Letizia Battaglia

Fotogiornalista

Mercoledì 26 Aprile abbiamo avuto un ospite straordinario: Letizia Battaglia. Con lei abbiamo respirato passione, abbiamo riso e ci siamo emozionati: molto più che una lezione sulla fotografia, quelle con Letizia Battaglia sono state due ore di puro amore per l’arte e per la vita.

Dagli anni di piombo in una Sicilia in guerra, agli scatti delle bambine di Palermo, innocenti e intense fra i vicoli e la povertà delle loro case, fino alle immagini surreali e uniche in uno degli ultimi manicomi della città.

Letizia ci ha dato tanto,  raccontando la sua vita e la sua carriera, quella di una donna, volitiva ma anche fragile, in un mondo (del foto giornalismo e non solo) fatto di uomini e preconcetti in cui per farsi largo ha dovuto -letteralmente- gridare.

Franco Pagetti

Reporter di guerra

Si è tenuto venerdì 19 Maggio un nuovo appuntamento con i grandi nomi della fotografia. Questa volta vi abbiamo regalato una lectio magistralis con Franco Pagetti.

Divenuto fotografo quasi per caso dopo una laurea in chimica, Franco Pagetti si accosta al mondo delle immagini lavorando per molti anni in camera oscura, è solo dopo questa prima vita che inizia la carriera come foto giornalista di guerra.

Afghanistan, Kosovo, Timor Est, il Kashmir, la Palestina, Sierra Leone e Sudan meridionale, Franco Pagetti ha raccontato con le sue foto gli orrori dai conflitti di mezzo mondo, fino all’ultimo in Iraq, dove ha vissuto dal 2003 al 2008.

Darcy Padilla

Fotogiornalista specializzata in progetti a lungo termine

Darcy Padilla: fotogiornalista e fotografa documentarista vincitrice di tre World Press Photo e autrice del progetto unico e intenso “The Julie Project”.

Venerdì 24 Febbraio l’ospite d’onore di un nuovo evento dedicato al mondo delle immagini è stata la tre volte vincitrice del World Press Photo DARCY PADILLA. La fotografa di fama mondiale ci ha portato nel suo intenso e unico progetto fotografico: un’esperienza dall’immenso valore personale e artistico che ha saputo lasciare un segno indelebile in tutti i partecipanti.

Il potere vero delle fotografie, la potenza delle parole, l’intensità di un incontro che non dimenticheremo per lungo tempo.

Maurizio Galimberti

The Istant Polaroid Artist 

Fotografo, artista, sperimentatore, visionario, inventore dei fotomosaici e – come lui stesso ama definirsi – Instant Polaroid artist.  Sabato 21 Gennaio 2017 Maurizio Galimberti è stato ospite del Centro Romano di Fotografia e Cinema.

Grazie alla ricerca con la Polaroid, Galimberti reinventerà la tecnica del Mosaico Fotografico adattata inizialmente ai ritratti: Michele Trussardi, Carla Fracci, Mimmo Rotella e moltissime personalità del mondo del cinema, dell’arte e della cultura. Il suo ritratto di Johnny Depp, diventa la copertina del prestigioso Times Magazine.

Esposizioni nelle gallerie e nei musei più prestigiosi al mondo, libri divenuti dei veri oggetti di culto, ritratti dei volti più famosi dei nostri tempi, insomma raccontare in parole le 1000 vite di Maurizio Galimberti è davvero impossibile!

Mario Rullo

Visual designer e art director, docente di comunicazione visiva, socio fondatore di Vertigo Design.

Opera nel campo del design della comunicazione, nel quale ha maturato numerose esperienze negli ambiti della Corporate e Brand Image, Information Design, Advertising.

Ha progettato sistemi di identità per numerosi enti e aziende nazionali e internazionali. È Creative Director del Magazine di Mercedes-Benz.
Suoi progetti sono presenti su numerose pubblicazioni di visual design, hanno ricevuto riconoscimenti ed esposti in manifestazioni internazionali.

Dal 2001 insegna presso varie scuole di livello universitario e accademie.
Socio Aiap e Beda, nel 2003 ha contribuito a fondare la rivista Progetto Grafico di cui è stato redattore sino al 2011.

Vittorio Storaro

Direttore della Fotografia

Scrivere con la Luce: il premio Oscar Vittorio Storaro incontra gli allievi del Centro Romano di Fotografia.

Si è svolto giovedi 10 marzo 2016, presso il Centro Romano di Fotografia l’incontro con Vittorio Storaro, autore della Fotografia e tre volte premio Oscar. Il Maestro ha raccontato in un’intima e personalissima “confessione” la sua storia nella cinematografia, dagli esordi fino ad oggi.

Una lezione di vita per i ragazzi e un insegnamento straordinario, fuori dai tradizionali schemi didattici, che ha permesso di entrare in contatto con una visione della luce unica.